103 ANNI FA NASCEVA DON MILANI


 Oggi sono 103 anni dal 27 maggio 1923 in cui Don Lorenzo Milani nacque a Firenze. Sabato scorso, nell’occasione della XXV Marcia di Barbiana, come tutti gli anni, si è tornati a Barbiana per ricordare i suoi insegnamenti, le sue parole che ancora scuotono le coscienze. 

In questi 100 e più anni nonostante il mondo sia cambiato, non è scomparso lo sfruttamento, l’abuso del ricco e del potente sul povero. Anzi, la situazione in cui versa il mondo ci chiama ad un impegno condiviso su più fronti. Sulla scuola pubblica, che viene smantellata in favore di sistemi privati fondati sull’accesso per censo. Sulla pace, in un mondo insanguinato dalle faide di centri di potere ingordi e violenti che trascinano con sé massacri di civili inermi, crimini contro l’umanità e i diritti umani. Sulle diseguaglianze che lacerano le nostre comunità dall’interno costringendo milioni di persone a vivere in stato di bisogno mentre pochissimi hanno in sovrabbondanza un superfluo da cui non traggono alcun giovamento all’infuori del potere e della prevaricazione esercitata sui poveri. 

Alla cura e difesa di questi valori rinnoviamo il nostro impegno solenne, come enti della cultura milaniana ed enti promotori del centenario.

Diverse volte in questi anni abbiamo congiuntamente fatto sentire la nostra voce, in difesa della costituzione e della tradizione democratica di quel modello di Toscana Felix che occorre preservare energicamente. 

Sentiamo però realizzato ancora di più il nostro compito ed osservato il nostro mandato quando riusciamo a far sì che alcuni tra i tanti ultimi della società odierna possa avere voce e raccontare in prima persona la propria storia e i propri valori. È accaduto nella marcia di Barbiana di sabato scorso, con gli interventi di Waqar il rappresentante sindacale dei rider, e di Susana e Margherita della comunità di Rondine.

A loro, alla causa di quei giovani per la democrazia e la costituzione, come ci ha insegnato don lorenzo, offriamo la nostra dedizione, la nostra responsabilità e il nostro impegno.

“I care” richiama ad un impegno che non concede frivolezze, che non permette ambiguità, che non conosce altro se non la devozione alla causa degli ultimi.


Antonio Foti Valente, presidente Istituzione don Milani di Vicchio; Agostino Burberi, presidente Fondazione don Lorenzo Milani Barbiana; Alfonso Pagani, presidente Associazione Gruppo di volontariato don Milani di Calenzano

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